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2 aprile 2026

Debiti tributari, soglia di 5mila euro e istruzioni per sanare le anomalie prima delle gare. Il documento messo a punto con Entrate e Agenzia Riscossione aiuta anche le Pa nella verifica delle cause di esclusione

Un vademecum operativo per aiutare le imprese a verificare in anticipo la propria posizione fiscale e contributiva ed evitare brutte sorprese al momento della partecipazione alle gare pubbliche. Con il comunicato del presidente n. 5, approvato dal Consiglio dell’Anac l’11 marzo, l’Autorità ha diffuso alle stazioni appaltanti, alle Soa e agli operatori economici una guida pratica predisposta insieme ad Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione.

L’obiettivo è duplice: da un lato consentire alle imprese di individuare eventuali violazioni definitivamente accertate che potrebbero determinare l’esclusione dalle gare; dall’altro fornire alle amministrazioni uno strumento uniforme per leggere correttamente le risultanze dei controlli sulla regolarità fiscale e contributiva.

Il riferimento normativo è l’articolo 94, comma 6, del nuovo Codice dei contratti, che prevede l’esclusione automatica in presenza di violazioni gravi definitivamente accertate in materia fiscale e contributiva.

Il vademecum chiarisce innanzitutto quali debiti rilevano ai fini della verifica. Sono presi in considerazione solo i carichi fiscali affidati dall’Agenzia delle Entrate all’agente della riscossione, relativi a imposte e tasse, a partire dal momento in cui la cartella o l’accertamento risultano definitivamente notificati. Restano invece fuori dal perimetro della verifica gli interessi, le sanzioni e gli oneri accessori, così come i tributi gestiti da enti diversi dall’Agenzia delle Entrate, i carichi iscritti a ruolo in via provvisoria, i debiti sospesi o annullati e quelli oggetto di rateizzazione o definizione agevolata già in corso.

Per stabilire se la posizione dell’impresa è regolare, il documento richiama la soglia fissata dall’articolo 48-bis del Dpr 602/1973: oggi il limite è pari a 5mila euro. Se il totale dei debiti fiscali rilevanti non supera questa cifra, la verifica ha esito positivo e l’operatore non incorre nella causa di esclusione.

Al contrario, se l’importo supera i 5mila euro, la posizione viene considerata irregolare ai fini della partecipazione alle procedure di gara. Ma il vademecum insiste soprattutto sulla possibilità di intervenire tempestivamente per sanare l’anomalia, anche attraverso il pagamento o la rateizzazione del debito.

La guida spiega in modo dettagliato come effettuare il controllo. L’operatore deve accedere all’area riservata del sito di Agenzia Entrate-Riscossione, entrare nel servizio «Situazione debitoria – consulta e paga» e scaricare il prospetto della «situazione debitoria complessiva».

Il primo controllo riguarda il totale della colonna «Residuo carico». Se l’importo è inferiore alla soglia di 5mila euro, non occorrono ulteriori verifiche. Se invece il totale è superiore, bisogna procedere a una seconda analisi, eliminando dal conteggio le cartelle interessate da rateizzazioni, definizioni agevolate o sospensioni.

Il vademecum richiama inoltre l’attenzione sulle cosiddette cartelle «multiente», nelle quali convivono carichi di amministrazioni diverse. In questi casi, per verificare l’effettiva rilevanza ai fini dell’articolo 94 del Codice, è necessario scaricare il dettaglio analitico del documento e isolare soltanto i codici tributo riferibili all’Agenzia delle Entrate.

Un altro chiarimento importante riguarda il momento in cui viene fotografata la posizione dell’impresa. L’esito della verifica si cristallizza alla data della richiesta originaria: eventuali pagamenti, sospensioni o rateizzazioni intervenuti successivamente non modificano automaticamente il responso già rilasciato. Da qui l’invito dell’Anac alle imprese a non attendere la presentazione della domanda di gara o della richiesta di attestazione Soa per effettuare i controlli, ma a verificare periodicamente la propria posizione e a correggere per tempo eventuali irregolarità.

L’Autorità sottolinea anche che una corretta compilazione delle dichiarazioni richieste nelle procedure di gara rappresenta un passaggio essenziale per evitare errori, omissioni o contestazioni successive. L’intenzione, spiegano all’Anac, è favorire «comportamenti consapevoli, trasparenti e conformi al quadro vigente», riducendo il contenzioso e rendendo più semplice la gestione di uno dei passaggi più delicati nella partecipazione alle gare pubbliche.