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12 giugno 2026

Pubblicato il Decreto direttoriale relativo alla prima finestra temporale 2025. Ammesse richieste per quasi 696 milioni di euro, mentre Confapi Aniem stima in circa 2 miliardi il fabbisogno complessivo per le compensazioni prezzi maturate

Sono 860 le richieste ritenute ammissibili dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito della prima finestra temporale 2025 del Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, per un valore complessivo che sfiora i 696 milioni di euro.

La conferma arriva con il Decreto direttoriale del 30 aprile 2026, n. 54 di cui il MIT ha dato notizia attraverso il comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 giugno 2026, n. 129. Il provvedimento conclude l’istruttoria relativa alle richieste di accesso al Fondo presentate dalle stazioni appaltanti per le lavorazioni eseguite o contabilizzate nei primi cinque mesi del 2025.

Fondo prosecuzione opere pubbliche: il nuovo decreto del MIT

Delle 905 richieste complessivamente presentate, il Ministero ne ha dichiarate ammissibili 860, per un importo complessivo pari a 695.894.516,44 euro, fermo restando che l’inserimento nell’elenco delle domande ammesse non attribuisce automaticamente il diritto al contributo, che potrà essere riconosciuto soltanto nei limiti delle risorse effettivamente disponibili.

Le domande esaminate dal MIT fanno riferimento alla prima finestra temporale 2025 prevista dal D.M. 8 maggio 2025, n. 106.

Si tratta delle richieste presentate dalle stazioni appaltanti per le lavorazioni eseguite e/o contabilizzate dal direttore dei lavori tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2025, per le quali la normativa ha previsto la presentazione delle istanze nel periodo compreso tra il 1° e il 31 luglio 2025.

Per le lavorazioni eseguite o contabilizzate nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2025, il D.M. n. 106/2025 ha previsto una seconda finestra di accesso, aperta dal 1° al 28 febbraio 2026, le cui domande seguono un autonomo procedimento istruttorio.

L’ammissione non dà diritto automatico al contributo

Il MIT ricorda che le risorse saranno assegnate seguendo l’ordine cronologico di presentazione delle richieste e fino alla concorrenza del limite massimo di spesa previsto dalla normativa vigente.

Per questo motivo l’inserimento di una stazione appaltante nell’elenco delle richieste ammesse non determina automaticamente il diritto al riconoscimento del contributo.

Lo stesso decreto precisa che il contributo potrà essere erogato soltanto qualora venga assicurata la disponibilità degli stanziamenti di competenza e di cassa sul capitolo di bilancio destinato al Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche.

Per le amministrazioni interessate si apre ora la fase successiva del procedimento, nella quale gli enti dovranno verificare l’esito dell’istruttoria e l’importo eventualmente ammesso a contributo, tenendo conto delle rettifiche e degli aggiornamenti effettuati dal Ministero durante la fase di verifica delle domande. Successivamente sarà necessario attendere i provvedimenti di impegno e pagamento con i quali il MIT procederà all’effettiva assegnazione delle risorse disponibili.

Compensazioni prezzi: per Confapi servono ancora 2 miliardi di euro

Sul Decreto è intervenuta anche Confapi Aniem, che pur prendendo atto del finanziamento della prima finestra temporale 2025 ha evidenziato le criticità che continuano a interessare il sistema delle compensazioni per il caro materiali negli appalti pubblici.

«Prendiamo atto del recente decreto del MIT che ha finanziato il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche con 695,9 milioni di euro per compensare il caro materiali relativamente a 860 cantieri, per le lavorazioni relative alla prima finestra del 2025. Ma continuiamo a essere molto preoccupati per un’emergenza che sta diventando strutturale», ha dichiarato il presidente di Confapi Aniem, Giorgio Delpiano.

Secondo l’associazione il problema non riguarda soltanto le lavorazioni oggetto del decreto appena pubblicato. «Siamo già a metà 2026 e ancora non abbiamo chiuso i pagamenti del 2024 per i quali c’è bisogno di oltre 100 milioni. Complessivamente occorrono circa 2 miliardi di euro per le compensazioni dei prezzi già maturate», ha aggiunto Delpiano.

Confapi Aniem ritiene che il ricorso a continui interventi emergenziali non possa rappresentare una soluzione stabile e chiede misure capaci di garantire maggiore certezza sia alle imprese sia alle stazioni appaltanti.

L’associazione richiama inoltre il tema della revisione prezzi previsto dal D.Lgs. n. 36/2023 e sollecita l’attivazione dell’organismo nazionale di monitoraggio dei prezzi previsto dal Codice dei contratti pubblici, con il coinvolgimento delle organizzazioni imprenditoriali.